I Lavori del Futuro

Quali saranno i lavori del futuro? Quali nuove professioni vedranno la luce grazie al continuo progresso della scienza e della tecnologia? Quali occupazioni emergenti si affermeranno? Tentare di rispondere a domande del genere può essere utile per capire meglio l’evoluzione del mercato del lavoro e intercettare in anticipo le nuove opportunità.
Uno studio realizzato dall’istituto di ricerca FastFuture per conto del governo britannico ha individuato, attraverso le previsioni di illustri scienziati, le 20 nuove professioni che nasceranno o si svilupperanno entro il 2030. Naturalmente, non si può affermare con certezza che le cose andranno così ma le probabilità, assicurano gli esperti, sono molto alte. Un motivo in più per approfondire e, perché no, trovare ispirazione per le prossime scelte in ambito lavorativo.

Ecco la lista dei lavori del futuro.

  • Costruttore di parti del corpo
    I progressi della scienza renderanno possibile la creazione di parti del corpo. Così, nasceranno anche delle figure professionali che dovranno occuparsi di questo: i costruttori di parti del corpo. Accanto a questi novelli Frankestein, il business del futuro darà origine a due nuove ulteriori occupazioni. Dal momento che nasceranno anche i negozi e i centri di riparazione ci sarà bisogno di venditori specializzati e di riparatori di parti del corpo.
  • Nanomedico
    Le nanotecnologie fanno passi da gigante e in futuro potranno dare vita a una serie di strumenti in “nanoscala” subatomica, inserti e processi in grado di rivoluzionare le cure mediche e l’assistenza sanitaria. Per somministrare questi nuovi trattamenti nasceranno nuovi specialisti della nanomedicina.
    “Pharmer“, agricoltore/allevatore genetista
    Gli agricoltori del futuro potranno operare su colture e pascoli modificati geneticamente per migliorare i raccolti e produrre proteine a scopo terapeutico. Nello spettro delle possibilità ci sono i pomodori che contengono vaccini al loro interno e il latte di mucca, pecora e capra con proprietà curative.
  • Manager/consulenti della terza età
    Saranno gli specialisti che si occuperanno di aiutare la popolazione che invecchia a gestire le loro esigenze personali e di salute. Il loro compito sarà quello di mettere a punto soluzioni innovative in campo medico, farmaceutico, psichiatrico, protesico, e di trovare nuove proposte per l’alimentazione e per il fitness.
  • Chirurgo per l’aumento della memoria
    Ci potranno essere chirurghi in grado di aggiungere una capacità mnemonica supplementare a chi vuole aumentare la propria memoria. Un loro ulteriore compito sarà quello di aiutare le persone che potrebbero soffrire di disfunzioni sensoriali per il fatto di aver ricevuto nel corso della loro vita un sovraccarico informativo che porta all’incapacità di apprendere altre informazioni.
  • Etico della “nuova scienza” 
    E’ possibile che di fronte ai continui progressi della scienza in ambiti emergenti come la clonazione, la proteomica, le nanotecnologie sarà necessaria una nuova generazione di filosofi specialisti di etica. Questi pensatori dovranno essere in grado di comprendere a fondo le questioni scientifiche e di aiutare la società a fare scelte importanti e delicate in merito agli sviluppi da incoraggiare e quelli da ostacolare.
  • Pilota spaziale, guida turistica dello spazio, architetto per pianeti
    Con l’avvento del turismo spaziale ci sarà bisogno di piloti specializzati nei viaggi spaziali, di guide turistiche “galattiche” e di architetti che progettino soluzioni abitative per lo spazio e per i pianeti. Al momento alla Sicsa (Università di Houston) già si stanno progettando avamposti lunari, case ecologiche per Marte e veicoli per l’esplorazione dello spazio.
  • Agricoltore verticale
    C’è un interesse sempre maggiore per l’idea delle fattorie urbane verticali, i luoghi in cui è possibile produrre cibi da coltivazioni idroponiche all’interno di edifici a più piani. Queste strutture danno la possibilità di aumentare in modo significativo i raccolti e di ridurre il degrado ambientale. Per gestire queste fattorie verticali ci sarà bisogno di agricoltori specializzati in possesso di competenze scientifiche, ingegneristiche e commerciali.
  • Specialista per la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici
    Dal momento che l’impatto negativo dei cambiamenti climatici continua a crescere, in un futuro neanche troppo lontano sarà necessario un nuovo tipo di ingegnere-scienziato capace di agire per ridurre o addirittura invertire gli effetti di questi mutamenti in zone e località particolari. Il loro compito sarà quello di applicare soluzioni multidisciplinari che spaziano dal riempimento degli oceani con limature di ferro alla costruzione di giganteschi ombrelli per la deviazione dei raggi solari.
  • Guardiano dei periodi di quarantena
    Nel caso in cui un virus mortale cominci a diffondersi rapidamente saranno pochi i Paesi e le popolazioni preparate a fronteggiare l’epidemia. Probabilmente ci sarà carenza di infermieri. E quando il tasso di mortalità crescerà e alcuni quartieri delle città verranno messi in quarantena e resi inaccessibili, ci sarà chi dovrà occuparsi di fare la guardia ed evitare che nessuno entri o esca dai cancelli.
  • Agente di polizia contro i tentativi di modifica dei fenomeni atmosferici
    La pratica di “seminare” nuvole per creare la pioggia sta già accadendo in alcune parti del mondo e sta alterando l’andamento dei fenomeni atmosferici a distanza di migliaia di chilometri. Potrà nascere un corpo di polizia contro i tentativi illeciti di modifica dei fenomeni atmosferici che avrà il compito di controllare e monitorare le persone abilitate a sparare nell’aria razzi contenenti ioduro d’argento, la sostanza in grado di provocare precipitazioni piovose dalle nuvole in transito.
  • Avvocato virtuale
    La nostra vita quotidiana si svolge sempre di più online. Ecco perché ci sarà una forte richiesta di specialisti chiamati a risolvere le controversie legali che potrebbero insorgere tra cittadini residenti in giurisdizioni legali differenti.
  • Manager di avatar per l’insegnamento
    E’ possibile che nelle scuole elementari verranno utilizzati degli avatar come insegnanti virtuali per aiutare o sostituire gli insegnanti reali. Per esempio, potranno nascere dei personaggi computerizzati con il ruolo di guide interattive. Servirà quindi una figura professionale capace di gestire e indirizzare in modo corretto il rapporto tra gli studenti e gli insegnanti/avatar.
  • Sviluppatore di mezzi di trasporto alternativi
    In futuro ci saranno sempre più progettisti e costruttori che creeranno mezzi di trasporto di nuova generazione utilizzando materiali e carburanti alternativi. Secondo previsioni un po’ più azzardate, entro i prossimi vent’anni potrebbero diventare realtà anche le automobili volanti e quelle sottomarine.
  • “Narrowcaster“
    I mass media generalisti (broadcasting media) tendono sempre di più a produrre e diffondere contenuti personalizzati (narrowcasting), emergeranno sempre più opportunità di lavoro per i “narrowcaster”, gli specialisti che lavoreranno in sinergia con fornitori di contenuti e agenzie pubblicitarie per creare prodotti audiovisivi ritagliati su misura in base alle esigenze specifiche del pubblico.
  • Responsabile per lo smaltimento dei dati personali
    Ci sarà sempre più richiesta di specialisti che forniscano alle persone che non voglio essere rintracciate un servizio efficace di smaltimento ed eliminazione dei dati personali presenti nei vari database, elettronici o fisici.
  • Responsabile della gestione e dell’organizzazione della vita digitale
    Vedremo nascere esperti che avranno il compito di aiutarci a organizzare la nostra “vita digitale”. Su richiesta, questi “manager dell’ordine elettronico” si occuperanno di gestire le nostre email, assicurando un’archiviazione efficace dei dati, e di sistematizzare e razionalizzare le nostre identità digitali (username e password) e il modo in cui utilizziamo i software e le applicazioni.
  •  Broker del tempo
    Se si pensa alle esperienze delle banche del tempo, si può affermare che già oggi il tempo a disposizione delle persone è utilizzato in alcuni casi come sistema alternativo di pagamento. Questa “moneta alternativa” potrà dare luogo a un vero e proprio mercato “finanziario” del tempo, in cui agiranno broker e agenti di cambio specializzati.
  •  Assistente sociale per social network
    E’ probabile che in futuro ci saranno assistenti sociali specializzati che avranno il compito di aiutare le persone traumatizzate o marginalizzate dai social network.
  • “Personal brander“
    Sarà il consulente che ci aiuterà a creare un nostro marchio, un “personal brand”, attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione di massa. Il “personal brander” si occuperà di definire insieme a noi che tipo di identità e personalità vogliamo trasmettere su Facebook, Twitter, blog e così via. Sarà questo tipo di esperto a darci i consigli per capire come trasferire i nostri valori nella nostra identità digitale e misurare quanto la nostra immagine virtuale è compatibile con la realtà.

fonte: http://fastfuture.com

L’80% dei diplomati Its trova un’occupazione

Il Regno unito non è un paese manifatturiero. Eppure possiede, da tempo, un canale formativo professionalizzante, alternativo all’università, che conta più di 272mila iscritti. In Spagna l’analogo settore terziario non accademico è frequentato da 400mila ragazzi. In Francia – che con Emmanuel Macron ha deciso di puntare dritto sul rilancio dell’industria – si sale a 529mila iscritti. Per non parlare della Germania, culla del sistema di istruzione duale, che specializza fuori dalle sole aule degli atenei quasi 770mila ragazzi.

E l’Italia? «Nonostante siamo la seconda potenza manifatturiera in Europa, la settima economia mondiale e tra i principali esportatori del pianeta – evidenzia il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli – restiamo all’ultimo posto potendo annoverare i soli 8/9mila studenti iscritti agli Its, gli Istituti tecnici superiori. E se a ciò aggiungiamo che, secondo le nostre stime, i principali settori della manifattura avranno bisogno, nei prossimi cinque anni, di 272mila periti e super esperti nelle discipline Stem ci accorgiamo che il tema è serio, e non può essere ancora rimandato».

Il paradosso è che lo strumento esiste: sono proprio gli Its, forti del loro stretto legame con il mondo del lavoro (il 30% della formazione è “on the job” e il 50% dei docenti proviene dal tessuto produttivo). I risultati sono sotto gli occhi di tutti: l’82% dei neodiplomati è occupato; in quasi la metà dei casi (46,8%, per l’esattezza) con contratto a tempo indeterminato, e il 90,2% degli impieghi è coerente con il percorso di studio e lavoro svolto dal ragazzo. Ragioni solide, che raccolgono, adesso, il supporto di Confindustria. Un primo risultato è stato già raggiunto. A dicembre, in legge di Bilancio, gli Its hanno ottenuto un finanziamento aggiuntivo triennale di 65 milioni, legato a Industria 4.0 e coinvolgendo il Mise (accanto a Miur e Regioni).

Il secondo obiettivo, da realizzare ora , è un intervento complessivo di rilancio degli Istituti tecnici superiori: «Lunedì 11 giugno nella sede di Confindustria Venezia a Marghera presenteremo le nostre proposte, approfondite in questi mesi ascoltando Fondazioni Its e imprese – spiega Brugnoli -. Chiederemo al nuovo ministro dell’Istruzione Marco Bussetti un cambiamento vero affinché i due canali, accademico e professionalizzante, abbiano pari dignità e risorse proporzionate, così come accade in Svizzera con le Sup (Scuole universitarie professionali, ndr). In tutta Europa è così. Vogliamo che lo sia anche in Italia».

Oggi l’università, che ha 1,6 milioni di iscritti, è finanziata dallo Stato con ben 7 miliardi l’anno; gli Its con poche decine di milioni (di cui la gran parte messe dai territori, e non dal Miur). «C’è bisogno, subito, di potenziare l’orientamento verso gli Its tra famiglie e docenti – sottolinea Brugnoli -. Dai masterchef dobbiamo passare ai mastertech, facendo riscoprire, ai ragazzi, l’orgoglio di una formazione specialistica e tecnica d’assoluta avanguardia».

Ciò si realizza con il riconoscimento della “piena dignità” al canale Its, distinto dagli atenei; e garantendo finanziamenti stabili, una programmazione anticipata, e regole semplici su rendicontazione e governance. Non basta. «Dobbiamo puntare su vere e proprie Academy Its – chiosa Brugnoli – rinsaldando il legame con territori e aziende. In questo modo gli Istituti tecnici superiori potranno acquisire maggiore reputation, affermandosi per quello che davvero sono:cioè il canale di alta formazione duale italiano».

Fonte: www.scuola24.ilsole24ore.com

LE PROFESSIONI PIÙ RICERCATE DEL 2019

Le professioni più ricercate del 2019

Il 65% degli studenti attuali svolgerà in futuro lavori che oggi ancora non esistono. Allo stesso tempo, decine e decine di mestieri scompariranno, specialmente nei ruoli amministrativi e nei lavori manuali, come spiegano i dati del World Economic Forum. Pur di fronte a tali premesse, si possono tuttavia stimare oggi i settori professionali più promettenti, prevedere alcune direzioni del mercato del lavoro anche in relazione all’evoluzione tecnologica e l’automazione. Lo facciamo guardando ai fabbisogni delle imprese per il prossimo futuro e a i settori professionali che offrono maggiori opportunità.

Previsioni Excelsior: quanti posti di lavoro e in quali settori

Cominciamo con i dati di Excelsior-Unioncamere e Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), che hanno da poco pubblicato le previsioni di assunzione delle imprese italiane per i prossimi 5 anni. Secondo il report, tra aziende private e Pubblica Amministrazione ci saranno tra i 2,5 e i 3,2 milioni di posti di lavoro, per tre quarti collegati al naturale turnover occupazionale.

Quali sono i settori trainanti l’economia italiana? Sul punto i dati mettono in evidenza 3 grandi settori, che possiamo sintetizzare come segue:

la rivoluzione digitale (Big data, Intelligenza artificiale, Internet of Things): 267 mila posti di lavoro

l’eco-sostenibilità (Green Economy, Blue Economy): 481mila posti

la cultura, formazione e patrimonio artistico(Education & Training, Turismo e Industria culturale): 455mila posti

Di seguito approfondiamo i numeri, le professionalità e le competenze necessarie per lavorare nei settori più promettenti dell’economia italiana del prossimo futuro.

Le professioni più richieste del 2019: la rivoluzione digitale

Secondo i dati Excelsior-Anpal la Digital Transformationprodurrà circa 267mila nuovi occupati. Ma cos’è la Digital Transformation? È il generale processo di digitalizzazione dell’economia che sta modificando il lavoro, i processi di produzione e di organizzazione aziendale, nelle fabbriche (pensiamo alla meccatronica e robotica) e negli uffici (comunicazione, ricerca, sviluppo).

Per chi intende trovare lavoro in futuro, bisogna guardare attentamente alla rivoluzione digitale che comprende le professioni dell’ICT(Information & Communication Technology) e numerose nuove professioni con competenze digitali di tipo matematico e informatico, che vanno dall’analisi dei dati alla sicurezza informatica, dall’intelligenza artificiale all’analisi di mercato. La domanda delle nuove professioni prevede figure come Data scientist, Big data analyst, Cloud computing expert, Cyber security expert, Business intelligence analyst, Social media manager, Artificial intelligence systems engineer.

La rivoluzione digitale non riguarda solo i settori a elevata innovazione, ma coinvolge anche mestieri e professioni tradizionali che si rinnovano per adattarsi alle nuove tecnologie, come accade per il commercio, l’industria musicalee persino per la gestione delle risorse umane e il recruiting. Vediamo cosa accade:

pensiamo al boom dell’E-commerce, che accanto ai negozi e agli store “fisici” è diventato un modo quotidiano di acquistare beni e servizi per 43 milioni di italiani sempre connessi attraverso smartphone, iPhone, tablet e pc (qui i numeri e le opportunità di lavoro nell’e-commerce)

la trasformazione digitale coinvolge anche l’industria musicale, che ha ripreso a crescere per volume d’affari e per numero di occupati proprio grazie a piattaforme digitali, streaming, distribuzione e marketing online. Anche nella discografia, alle professioni tradizionali si affiancano nuove competenze e nuovi mestieri, come l’App Developer e lo Specialista SEO, il Blogger e il  Vlogger (vuoi lavorare nella nuova industria discografica? Qui le opportunità)

altro settore strettamente collegato all’economia digitale e in forte crescita è il gaming, con fatturati importanti e sbocchi lavorativi sempre più interessanti. La produzione italiana di videogames si sta infatti ritagliando molto spazio, raddoppiando il volume d’affari e occupati. Anche qui le imprese cercano professionalità con specifiche competenze tipiche dell’industria del videogame, come il Game programmer, il Game designer e l’Artist & animator (approfondisci i numeri e le professioni del gaming in Italia)

un ultimo settore che pure segna numeri da capogiro e che è trasversale ai precedenti riguarda i social media, usati ormai come veicolo per la promozione e la vendita di beni e servizi, eventi e persino opportunità di lavoro. Già, perché oggi la selezione e la ricerca del lavoro avviene sui social network come Linkedin, Facebook e Twitter, ma anche Instagram (scopri come si può lavorare con Instagram e come si presenta un curriculum su Instagram).

Le professioni più richieste del 2019: l’eco-sostenibilità

Sempre seguendo i dati Excelsior-Anpal, la trasformazione “eco-sostenibile” dell’economia richiederà circa 481mila nuovi lavoratori. Stiamo parlando della riorganizzazione delle filiere produttive e della produzione in chiave “verde”, maggiormente attenta all’ambiente, al risparmio di energia e al riciclaggio dei rifiuti. Oltre alla funzione ecologica, la Green Economy è un fattore di competitività per il Paese e uno spazio di inserimento lavorativo per i giovani, ma richiede diverse competenze e professionalità adatte alle nuove logiche di produzione.

Un altro settore profondamente rinnovato dalla trasformazione eco-sostenibile è la cosiddetta Blue Economy, l’economia del mare, che pure offre tanti e interessanti sbocchi professionali per le giovani generazioni. Si tratta di un settore ampio e variegato, che comprende l’energia blu e l’acquacoltura, il turismo marittimo e le biotecnologie blu, solo per citare alcune sue filiere in forte crescita. In italia ci sono quasi 200.000 imprese dell’economia blu (18.455 in più negli ultimi 5 anni, +10,5%), che occupano 880.000 addetti per oltre 45 miliardi di euro di volume d’affari. Qui servono competenze tecnico-scientifiche per la cantieristica o le estrazioni marine, di ingegneria meccanica e navale e di biotecnologia.

Un altro settore estremamente importante della trasformazione eco-sostenibile è l’economia circolare, ovvero il riutilizzo di materiali in tutte le fasi del ciclo produttivo per la riduzione degli sprechi e il risparmio energetico. Lo sviluppo della circolarità si collega all’utilizzo delle tecnologie dell’Industria 4.0 viste sopra, dove le imprese cercano figure capaci di gestire i processi di riduzione dell’impatto ambientale, di efficientamento energeticoe di riutilizzo degli scarti. Una recente indagine condotta da Legambiente e dall’Università di Padova spiega che il 52% delle imprese intende assumere profili tecnico-specialistici per favorire l’ingresso nell’economia circolare.

Le professioni del 2019: cultura, formazione e patrimonio artistico

I dati Excelsior-Anpal mettono infine in evidenza un terzo importante settore per trovare lavoro in futuro, che riunisce 2 anime distinte:

la filiera “Education e cultura”, che produrrà circa 194mila posti di lavoro prevalentemente rivolte Insegnanti e Progettisti di corsi di formazione, Traduttori e Organizzatori di eventi culturali, esperti in comunicazione e marketing dei beni culturali

la filiera del “Turismo”, strettamente collegata all’attrattività del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico del Paese, che produrrà circa 261mila posti di lavoro

In effetti i numeri del turismo in Italia continuano a crescere e lasciano ben sperare anche per il futuro. Basti pensare che nell’estate 2018 ben 35 milioni di italiani hanno villeggiato nel Bel Paese (+3,6% rispetto al 2017) e anche la quota di turisti stranieri (51,5%) è sensibilmente aumentata, con i tedeschi al primo posto (7,3 milioni di arrivi durante l’estate), seguiti dai cittadini statunitensi (2,6 mln di arrivi) e francesi (2,4 mln di arrivi). Ciò ha generato un giro d’affari 24,1 miliardi di euro (+9,5% su base annua) e 318.800 assunzioni nel periodo giugno-settembre 2018. Praticamente nel periodo estivo le imprese del turismo in Italia occupano più di un milione di dipendenti, con un picco raggiunto ad agosto 2018: 1.135.512 occupati.

Ovviamente parliamo di posti di lavoro, professionalità e competenze estremamente variegate. Prime su tutte le professionalità collegate alla ristorazione, punta di diamante del Made in Italy assieme alla filiera agroalimentare ed enogastronomica. Basti pensare che il rapporto della Federazione Italiana Pubblici Esercizi registra un aumento del 3% del settore, che torna finalmente a livelli pre-crisi (leggi i dati sulla ristorazione e le principali professioni richieste dalle imprese).

La meta preferita dei turisti resta il mare (67% dei viaggiatori) e le località montane (9,5%), ma crescono i luoghi d’arte (7,3%) e le località termali (4,5%), ovvero le attrazioni culturali, artistiche e paesaggistiche italiane che pure generano occupazione e attraggono talenti. Il sistema produttivo culturale e creativo italiano ha prodotto oltre 92 miliardi di euro (6% della ricchezza nazionale). Il cuore del sistema culturale comprende imprese che valorizzazione il patrimonio storico-artistico (musei, biblioteche, archivi, monumenti), le performing arts (spettacoli), le industrie culturali in senso stretto (cinema, radio, tv, videogame, software, editoria, stampa e musica) e le industrie creative afferenti al mondo dei servizi (comunicazione, architettura e design). Un totale di 289.792 imprese (il 4,7% delle imprese italiane), nel 95% dei casi appartenenti all’ambito culturale (148.000 imprese circa, pari al 51,1% del totale) e creativo (128.000 imprese circa, pari al 44,1% del totale).

Autore: We Can Job. Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it

ITS TAB SIENA - legno

Sinergia istruzione-imprese. Its del legno, l’85% trova lavoro.

In un’Italia che resta tristemente salda sul podio della disoccupazione giovanile in Europa (al 35,5% in luglio, alle spalle di Grecia e Spagna), non mancano esempi di «buone pratiche» in cui la sinergia tra mondo dell’istruzione e mondo delle imprese funziona.

È il caso del Polo formativo per i mestieri del legno-arredo di Lentate sul Seveso (Monza-Brianza) fortemente voluto dalle imprese del settore. «Su 28 ragazzi diplomati all’Its, 24 vengono assunti il giorno dopo», dice Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo (Fla), l’associazione industriale che, quattro anni fa, ha dato vita al Polo assieme ad Aslam (Associazione Associazione scuole-lavoro dell’Alto Milanese).

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